//
stai leggendo...
Life

Morte e vita

Ero indecisa. E lo sono ancora! Pubblico? Non pubblico?

Parlare di morte è un tabù. Una cosa di quelle che se ne parli sembra che te la tiri addosso. Ma no, dai, parliamone! In fin dei conti ne abbiamo paura soprattutto perché non la conosciamo, la morte.

Io sento il bisogno di normalizzare questo tabù soprattutto perché vado in moto. La moto può essere usata come mezzo, sì, ma se decidi di farne una passione devi metterti in gioco. Devi fartene una ragione delle centinaia di euro che spenderai dal meccanico e in benzina, devi mettere in conto che in inverno soffrirai il freddo e che d’estate sotto il sole a picco maledirai la tua tuta in pelle per il caldo che tiene. E’ d’obbligo, per mettersi in gioco al 100%, avere un buon rapporto con l’idea di poter farsi del gran male e pure di dover far due conti con la Signora di nero vestita.

Non ci si abitua subito eh! No, no…figurarsi!

Ad ogni tagliando o cambio gomme mi vien male a strisciare il bancomat.
Con meno di 10° mi sembra di essere un highlander a fare il giro del lago, con più di 30 mi sembra di vedere la Madonna.
Quando a mio moroso o ai miei amici capita una caduta e si sbriciolano qualche osso, ho imparato che in ospedale basta portare un gran sorriso e qualche battuta.
Quando è morto il mio primo vero Amico ho pianto poco. Ma bruciavo dentro, impazzivo. Volevo che fosse lì a consolarmi, visto che era l’unico che ci riusciva sempre, e invece niente. Anzi, avrei sbranato quelli che mi dicevano “ma lui è sempre qui con te”! No, no non era con me. Non sentivo la sua mano sulla mia spalla.

E proprio in quei giorni fra rosari in chiesa, lacrime di gruppo, funerale e cimitero ho capito che dovevo farci due conti col pensiero della morte.

Non perché sentissi che era la mia ora (ci mancherebbe altro!) ma perché non volevo più avvertire il disagio di quei giorni. E poi volevo finalmente poter parlarne con me stessa. Eccheccazzo!

Sono riuscita a rispondere alla domanda che consideravo più difficile: perché mi fa incazzare la morte?
Perché ora ci sei e fra dieci secondi chissà! Non dieci minuti! Dieci secondi!!
Porca miseria, io devo poter salutare prima di un viaggio così lungo! Devo aver tempo per sfanculare le persone sulla mia “Fuck off list”, devo dare un bacio a chi se lo merita…..non dico chissà che….un saluto!

Non ho mai sopportato chi se ne va senza salutare ed è per questo che mi fa incazzare la Signora.
Non ti lascia dire “Ciao, ci si vede”.

Però questa consapevolezza ha portato con sé una grande decisione. Un enorme cambiamento per me: cogliere l’attimo.

Sì, sì,sì!

Anche se al lavoro mi hanno plissettato i maroni, torno a casa e sorrido ai miei! E sorrido pure salutando i colleghi mentre me ne vado.
Anche se mio moroso m’ha fatta arrabbiare un bacio sincero glielo do lo stesso e gli dico pure che lo amo.
Se sono in un posto nuovo dove non tornerò più voglio provare tutto quello che mi da’ curiosità: una strada da fare in moto, una nuova esperienza, un cibo particolare, una birra distillata da chissà quale seme.
Se voglio perdonare, perdono! Non faccio l’orgogliosa.

Faccio tutto quello che per me conta davvero. Voglio salutare le persone col cuore, non perchè la Signora mi costringe a farlo. E a quel punto un ricordo sarà più dolce e una morte meno dolorosa.

Sì, perché non avere rimpianti verso una persona è il modo migliore per salutarla. Significa che avete vissuto tutto quello che desideravate insieme.

E vivere è tutto.

 

Annunci

Discussione

Non c'è ancora nessun commento.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: